“A morte chi diffonde false notizie sui social”: in Arabia Saudita pugno di ferro anti-bufale

 Spargere rumors – notizie “false e tendensiose” o presumibilmente tali – sui social media come Facebook o Twitter potrebbe essere punito con la pena di morte in Arabia Saudita.

"A morte chi diffonde false notizie sui social": in Arabia Saudita pugno di ferro anti-bufale

“A morte chi diffonde false notizie sui social”: in Arabia Saudita pugno di ferro anti-bufale

E’ questo quanto sembra emergere da una fonte anonima intervistata dal sito di informazione Makkah Online, ritenuto vicino agli ambienti della casa reale, e tradotta in inglese dal quotidiano britannico Daily Mail. Secondo quanto dichiarato dall’intervistato il governo saudita ritiene che Facebook e Twitter possano causare gravi disordini sociali, a causa delle informazioni incontrollate che vengono condivise da migliaia di utenti senza alcuna verifica delle fonti. Il riferimento, neanche troppo velato, è a quanto accaduto recentemente a seguito dell’incidente verificatosi in territorio saudita durante il pellegrinaggio alla Mecca e che ha causato oltre 1.000 morti.

Ma gli esempi non si fermano qui. Per i sauditi – memori forse anche di quanto accaduto durante le primavere arabe – i social media vengono utilizzati per lanciare campagne di disinformazione allo scopo di danneggiare i regnanti e il potere consolidato. Oppositori del governo che, oltre a farlo fisicamente hanno organizzato proteste virtuali come il giovane Ali al-Nimr, sono stati già in passato condannari alla pena capitale.

Le parole della fonte anonima però sembrano andare, apparentemente, in una direzione ancora più repressiva. L’uomo, infatti, sembra alludere – ma non è possibile verificarlo – a una nuova legge che andrà a colpire, in maniera diretta e puntuale, le attività sospette sui social media. Come questo monitoraggio avverrà è ancora da scoprire. Forse, come avvenne nel 2014 con la creazione dell’Autorità Generale per gli Audiovisivi, ci sarà un organismo che sarà chiamato a svolgere tale compito e a proporre sanzioni contro coloro che saranno “sorpresi” a spargere notizie false sull’Arabia Saudita nei social messi sotto osservazione.

Secondo quanto dichiarato dalla presunta fonte governativa a Makkah Online le pene saranno diversificate. Si andrà da un minimo della “espulsione” del soggetto dai social media (ma senza una spiegazione di come sarà possibile mettere ina tto tale punizione) all’esecuzione capitale per la diffusione di voci che possono provocare turbamenti tali da generare proteste, mettere in discussione il potere costituito e creare problemi. Una definizione tanto vaga quanto “semplice” da attribuire a una varietà di situazioni tali da non garantire obiettività e imparzialità di trattamento.

Nè il Governo Saudita nè altre fonti hanno, al momento, fornito altre informazioni o precisazioni. Le uniche informazioni disponibili sono quelle pubblcate dal Daily Mail. Ma se anche si trattasse solo di una minaccia volta a spaventare quanti vedono nei social media una possibiità di aggirare la censura e far sentire la propria voce, il futuro della libertà di parola in Arabia Saudita non sembra dei più rosei.

“A morte chi diffonde false notizie sui social”: in Arabia Saudita pugno di ferro anti-bufaleultima modifica: 2015-10-07T08:20:53+00:00da shopper2000
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